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Parco Archeologico 
Naxos Taormina
Città metropolitana di 

Naumachie

Il lungo muro in laterizio interrotto da nicchie è il prospetto di un ninfeo che si sovrappone a una stoa o portico ellenistico, utilizzandone il basamento di cui si conserva ancora visibile una porzione nell’estremità sud. La stoa, come il ninfeo si affacciavano su una piazza, o agora delimitandone un lato e fungendo da sostegno alla terrazzo superiore. Nelle nicchie del ninfeo erano probabilmente collocate statue, come documenterebbe il ritrovamento del torso di Apollo in marmo pario adesso in esposizione al Museo di Badia Vecchia.

Scavi, condotti in occasione di lavori edilizi in un fabbricato sovrastante, hanno accertato una grande serbatoio d’acqua in consistenza dietro la facciata a nicchie. Il bel acquerello di J. Houel ne documentava già l’esistenza. Il rifornimento d’acqua della città, affidato in epoca ellenistica a cisterne private, subisce nella prima e media età imperiale una radicale trasformazione con la costruzione di due acquedotti e di grandi serbatoi, quale quello della salita Giafari ancora in funzione nel moderno acquedotto

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