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Parco Archeologico 
Naxos Taormina
 
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  • Piano urbano del V secolo a.C.

    Nei primi decenni del V secolo a.C., una nuova città è edificata sui resti di quella arcaica, della quale conserva il circuito delle mura mentre è interamente differente il tessuto urbano che, avente un unico orientamento, si organizza su una griglia di strade ortogonali.

    Pianta della città a griglia ortogonale (J. Pakkanen 2014).

    Tale tipo di pianificazione urbana risale al VI secolo a.C., così come ben documentano le città greche del Mar Nero. Parimente diffuso è in Occidente. A griglia sono gli impianti di Himera, Kamarina, Agrigento, ma anche di Napoli e Thurii. Tra queste Naxos è l’esempio più antico con certezza ora databile ai primi decenni del V secolo a.C. In Grecia l’esempio più importante è Olynthos di pieno V secolo a.C.

    A Naxos, tre larghi assi stradali, plateiai A, B e C, di larghezza diseguale, attraversano la città in senso est-ovest, tagliate ad intervalli regolari da una serie di strade nord-sud, stenopoi (complessivamente 14), della larghezza omogenea di ca. 5 m, ad eccezione del sesto da ovest, stenopos 6, che, di larghezza maggiore. Prolungamento urbano della strada che collegava Naxos a Zankle-Messana, esso ricalca un preesistente tracciato attivo nella città arcaica.

    La griglia stradale individua lunghi isolati di case che, nella zona centrale, misurano 39 x 156 m, dimensione che rappresenta il modulo di base dell’intero sistema urbano.

    Le basi quadrangolari rappresentano il carattere distintivo e originale dell’impianto di Naxos. Esse si ripetono lungo gli assi est-ovest a ogni incrocio, accostate all’angolo nord-ovest delle insulae. Possibili basi di altari, sono una soprastruttura urbana di qualità (R. Martin) che monumentalizza l’impianto.

    Veduta della plateia A e dell’incrocio A11.

    Plateia B. Particolare dell’incrocio 5con canaletta lastricata e base d’angolo.

    Una campagna di rilevamento topografico con utilizzo di stazione totale è stata condotta nel 2012 e 2013 da J. Pakkanen. Si è così conseguita con margine d’errore minimo l’integrazione del piano urbano del V secolo a.C. nel layout della città moderna. Sono state rilevate molte difformità dimensionali, e talora il non rispetto dell’ortogonalità che non inficiano la modularità del piano, ma forniscono informazioni sulla fase d’impianto e sulle modalità seguite per la sua costruzione.

    Escavazioni praticate in estensione lungo i tre assi stradali est-ovest o plateiai, documentano la loro identità costruttiva: sono tutte costituite da un battuto terroso, fiancheggiato da canalette lastricate.

    Plateia B. Particolare della base angolare dell’incrocio 5.

    Plateia A. Particolare della canaletta lastricata che fiancheggia il blocco di case A10.

    La diversa larghezza di dette arterie, più larga quella centrale, plateia A, come la maggiore larghezza dello stenopos 6, sottende una loro gerarchizzazione con una prevalenza delle due citate arterie stradali, la cui esatta funzione sfugge al momento alla ricerca. Ultimi scavi hanno, infatti, localizzato il polo pubblico nell’estremo versante settentrionale della città, in stretto rapporto con il porto. Qui è stato scoperto il complesso dell’arsenale navale e in stretta contiguità, a sud sulla terrazza sovrastante, lo spazio dell’agora.

    Cronologia
    Ultimi scavi (2003-2006) prodotti nell’area tra gli incroci 10-11 della plateia A precisano la cronologia dell’impianto regolare.

    Blocco di abitazioni A10. Particolare delle due fasi costruttive di V secolo a.C.

    Hanno, infatti, accertato la rasatura del precedente impianto urbano, che, associata a opere di livellamento della superficie, talora tramite schiacciamento delle strutture murarie arcaiche, è databile agli inizi del V secolo a.C. Tali opere sono preparatorie alla costruzione della nuova città. In questa sono state distinte due fasi: un’originaria databile intorno agli anni 480-470 a.C. ed una post-460 in plausibile collegamento con il ritorno degli esuli nella città e il ripristino della democrazia.

    In quest’ultima fase le trasformazioni riguardano esclusivamente la superficie delle abitazioni, ovvero la proprietà privata, senza intervenire sul layout della città.

    La distruzione definitiva della città nel 403 a.C. da parte di Dionigi I di Siracusa è stata verificata sull’intera area urbana.

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