Logo Parco Archeologico Naxos Taormina
Parco Archeologico 
Naxos Taormina
 
  • Traduzione by Google Translate

    EnglishItalian
  • Castello Schisò


    Il castello di Schisò si affaccia sulla baia di Giardini Naxos, è stato costruito a cavallo del XIII e XIV secolo. Edificato nella forma attuale su uno sperone roccioso formato da una colata lavica di età preistorica, il nome Schisò deriva dalla corruzione araba volgare del toponimo Naxos Al Qusus.E’ agevole ipotizzare progressive verosimili corruzioni del nome “Naxos”: da “Nascsòs”, a “Naschisòs”, a Quisòs, a “Schisòs”, fino all’attuale “Schisò”.

    Epoca normanna

    In epoca normanna l’aggregato agricolo comprende una chiesetta esistente al tempo del Gran Conte Ruggero dedicata a San Pantaleone, utilizzata dai contadini e pescatori di Schisò prima che sorgessero edifici di culto più recenti. L’agglomerato costituiva l’antica dipendenza del monastero di Santa Maria di Gala, istituzione ubicata nell’odierna Barcellona Pozzo di Gotto, data in concessione ai monaci Basiliani di rito greco dalla reggente Adelasia del Vasto nel 1104 – 1105. Proprietà, diritti e concessioni riconfermati con Regio Privilegio dal figlio Ruggero II di Sicilia comprensivo dell’esercizio del diritto di pesca nelle acque della riviera di Taormina. Oggi il primitivo luogo di culto è inglobato nel complesso fortificato.

    Epoca spagnola

    Ricostruito nel XVI secolo con una torre di avvistamento idonea a sorvegliare Capo Schisò, la baia compresa fino a Capo Taormina a nord e il golfo di Riposto a sud, a difesa delle incursioni dei pirati guidati da corsaro turco Khayr al-Din Barbarossa. Sul lungomare si affaccia la parte nobile e residenziale del complesso, all’interno del castello era installata l’attrezzatura per la raffinazione e distillazione dei prodotti della canna da zucchero, la produzione di questa coltura era un’attività lucrativa sorta intorno al XVI secolo estesa dagli spagnoli, praticata in epoca normanna e introdotta dagli arabi in Sicilia.

    Epoca borbonica – unitaria

    Rinnovato nel tardo XIX secolo con l’aggiunta di balconi sulla facciata, delle primitive torri cilindriche d’avvistamento ne restano due e delimitano la corte interna della costruzione.

    • 1582, Il primo proprietario don Cesare Statella nobile, giurato, giurista e riformatore della città di Catania.
    • 1705, La proprietà passa in seguito alla nobile famiglia dei De Spucches Marchesi di Schisò e Gaggi, della famiglia dei Duchi di Santo Stefano e Principi di Galati;
    • ?, a Giovanni Conti facoltoso cittadino di Messina;
    • ?, alla casata dei Lombardo Alonço;
    • XX secolo il castello passa alla famiglia dei Paladino attuali proprietari.

     

    Attenzione: attualmente chiuso per lavori.

    link della posizione:

    https://goo.gl/maps/ee19Lm53yKjBPtBs7

    Top