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Scaletta Zanclea

Prima chiamata solo Scaletta, conosciuta come “piccola scala”. Della frazione originaria rimane solo parte del nucleo abitativo medievale, il costone invece è caratterizzato da una fitta macchia mediterranea. La parte alta è dominata dal Dongione medievale ben conservato (1222), di forma quadrangolare, che ingloba parte della base rocciosa, decorato da bifore, di cui rimangono due aperte e due chiuse. Questo Castello presenta caratteristiche uniche, sia dal punto di vista paesaggistico, ambientale ed architettonico, perché posizionato all’apice della collina, restituendo così una visione che esclude la parte moderna, permettendo di sentirsi catapultati in un’epoca medievale; posto in direzione dell’ingresso meridionale dello stretto, si trova a ridosso dei Peloritani, con una vista che spazia fino alla Calabria.
Nel terremoto del 1908, crollò una delle tre bifore. All’interno, dagli anni 80 è stato costituito un piccolo museo, con memorie della famiglia Ruffo, raffinata e colta, che acquistò il feudo dai Ventimiglia.

Curiosità che merita attenzione è la leggenda diMacalda da Scaletta”, un personaggio particolarissimo (in gioventù attraversò l’Italia travestita da monaco per nascondere il suo sesso), che mirava a diventare regina di Sicilia, spodestando la moglie di Pietro d’Aragona. Sposa in prime nozze del barone d’Amico di Ficarra e in seconde nozze il Grand’Ammiraglio della flotta aragonese Alaimo da Lentini, Macalda si recò dal re Pietro d’Aragona, presso l’accampamento di Randazzo, cercando di sedurlo e provando a dormire nella sua tenda, dove però ricevette un rifiuto; tentò una seconda volta, vestendosi solo di un mantello e presentandosi dal re aprendo il mantello, ma ricevette anche qui un netto rifiuto. A seguito di quest’ultimo decise di passare dalla parte degli angioini, ma sfortunatamente fu presa prigioniera dagli aragonesi e rinchiusa nel Fortezza di Madre Grifone. Si dice che presso la fortezza, Macalda si intratteneva giocando a scacchi con un principe arabo.
Nelle sale del castello si conserva una collezione di armi antiche medievali e tardomedievali, una collezione di stampe del territorio di Scaletta, una di medaglie sia militari che religiose, e una insolita raccolta di trofei di caccia grossa, di teste di animali africani provviste di corna.
Nel 1535 su invito del barone Marchese, signore di Scaletta, l’imperatore Carlo V partecipò ad una battuta di caccia al cinghiale organizzatagli per l’occasione. Nel XVI secolo il piano difensivo viene integrato dalla costruzione di una batteria bastionata sulla collina sottostante il castello e prospiciente sul mare, a seguito dell’introduzione delle artiglierie, in quanto Scaletta era la difesa avanzata della parte meridionale di Messina.

Scaletta Zanclea

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