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Parco Archeologico 
Naxos Taormina
Città metropolitana di 

Rocalumera

Tutta la Riviera Ionica, salvo Fiumedinisi e Scaletta, era di proprietà dell’Arcivescovo Archimandrita di Messina, di rito ortodosso.
Il nome Roccalumera proviene dalla famiglia dei nobili Rocca e il materiale allume, utilizzato per spalmare le navi ed evitare così che le bombe di pece incendiaria, lanciate dalle navi greche nelle battaglie, distruggessero le stesse. Lungo la strada nazionale rimane la torre cilindrica di epoca aragonese, con una caratteristica finestrella ad ogiva in calcare e pietra pomice nera.

A monte rimangono le antiche miniere di allume (non visitabili). La torre circolare aragonese (XIV –XV secolo) che controllava questo tratto di costa e il passaggio era segnato da una porta oggi demolita, è oggi sede del parco letterario Quasimodo. La contrada Locadi, ospita un borgo pittoresco sviluppatosi attorno ad una torre quadrata medievale.

Da questa città si sale a Mandanici, dove si conserva l’abitato di Pagliara, che nel XV secolo commissionò alla bottega di Antonello un quadro di una Madonna con Bambino, oggi presso il Museo regionale di Messina.

Proseguendo verso Mandanici, rimangono la Chiesa e il Monastero di S.Maria, recentemente restaurati.

Rocalumera

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