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Parco Archeologico 
Naxos Taormina
 
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  • Nizza di Sicilia

    Prima del 1861 si chiamava San Ferdinando (in onore a Ferdinando di Borbone) e prima ancora Marina di Fiumedinisi, quando era scalo per i materiali delle miniere; la cittadina ospita i resti di un castello e un piccolo museo garibaldino.

    Appena fuori dal paese vi si trova un nucleo di archeologia industriale dove si conservano gli ultimi macchinari dell’attività estrattiva della Valle, che fu attiva fino agli anni ’50. Risalendo la valle, attraverso un itinerario di grande bellezza paesaggistica, prima della contrada S. Carlo, si trova il primo nucleo delle gallerie delle miniere di oro, argento, rame, stagno e ferro, e anche lapislazzuli: esso è molto esteso, su più piani, giustificando la presenza umana fin dal preistorico in un ambiente con rupi scoscese.

    Il senato romano deliberò di chiudere le miniere della Sicilia per evitare che l’isola fosse oggetto di invasioni da parte di potenze straniere. In periodo medievale, dal ‘400 in poi, si riscontrano varie documentazioni d’archivio circa l’attività estrattiva. Nel ‘700 prima con gli austriaci e poi con i Borboni, Carlo d’Asburgo fece arrivare dalla Sassonia dei minatori assieme ai tecnici ingegneri, che stabilirono un sistema organizzato di preparazione dei minerali, il cui trasporto avveniva proprio tramite il porto caricatore.
    In contrada Vacco c’è un altro nucleo di miniere, dove si trovano altre gallerie relative a questa attività mineraria.

    Proseguendo ancora, insiste un santuario della Santissima, con un eremo e le grotte in cui vivevano i monaci eremiti.

    Nizza di Sicilia

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